Un sito web professionale non si riconosce soltanto dalla grafica. Si riconosce dalla capacità di far capire subito all’utente dove si trova, cosa può ottenere e come raggiungere ciò che cerca senza dover affrontare una piccola caccia al tesoro digitale.
Durante l’analisi di siti aziendali incontriamo spesso due problemi che possono compromettere l’intero progetto: un Above the Fold poco chiaro e una navigazione che costringe l’utente a compiere troppi passaggi.
Sono errori apparentemente diversi, ma nascono dalla stessa impostazione: progettare il sito seguendo la logica interna dell’azienda, invece del percorso mentale del visitatore.
Consiste nel progettare qualcosa di piacevole da usare che risolva un problema concreto nel modo più semplice possibile.
Un sito professionale non nasce dalla grafica
Quando un’azienda decide di realizzare o rifare il proprio sito, la conversazione parte spesso da colori, font, immagini, animazioni e siti concorrenti da imitare.
È comprensibile. L’aspetto visivo è la parte più immediata da osservare e giudicare. Ma partire dalla grafica significa affrontare il progetto nell’ordine sbagliato.
La prima domanda non dovrebbe essere:
La domanda corretta è:
Un sito per un medico può avere come obiettivo principale la prenotazione di una visita. Un’azienda di servizi può voler ottenere richieste di preventivo. Un’attività locale può aver bisogno di far comprendere rapidamente dove si trova e quali servizi offre.
Soltanto dopo aver definito l’obiettivo ha senso progettare struttura, contenuti, immagini e stile grafico.
Above the Fold: i primi secondi decidono il resto
L’Above the Fold è la parte della pagina visibile prima che l’utente inizi a scorrere. Comprende normalmente header, Hero, messaggio principale ed eventuale Call To Action.
È una delle aree più importanti dell’intero sito, eppure viene ancora trattata come uno spazio da riempire con una grande fotografia e una frase vagamente motivazionale.
In quei primi secondi il visitatore cerca risposte molto semplici.
Le quattro domande dell’utente
Quando l’Above the Fold non risponde rapidamente a queste domande, il visitatore può abbandonare la pagina senza aver visto il resto del lavoro. Puoi aver progettato sezioni magnifiche, testimonianze convincenti e contenuti impeccabili: se nessuno arriva a leggerli, diventano arredamento digitale molto costoso.
Una Hero efficace deve rassicurare
La Hero è la sezione iniziale della pagina, generalmente visibile appena il sito si apre. Contiene il messaggio principale, gli elementi visivi più importanti e spesso la Call To Action che guida l’utente verso il passo successivo.
Il primo compito della Hero è rassicurare il visitatore sul fatto che sia arrivato nel posto corretto.
Il messaggio principale deve chiarire:
Uno slogan creativo può essere piacevole, ma se costringe l’utente a interpretarlo ha fallito il proprio compito. La chiarezza viene prima dell’originalità. La creatività può arrivare subito dopo, quando la comunicazione ha già svolto il proprio dovere.
Un esempio concreto
Una Hero che dice soltanto:
può appartenere a un’azienda informatica, a uno studio di architettura, a una società energetica o al reparto marketing di qualche impresa che ha perso il controllo degli aggettivi.
Una frase come:
è meno misteriosa, ma risponde immediatamente alle domande dell’utente. Ed è questo che conta.
La navigabilità: ciò che conta deve essere raggiungibile
Il secondo errore frequente riguarda la struttura della navigazione.
Alcuni siti continuano a essere progettati come archivi aziendali: reparti, organigrammi, categorie interne, sottocategorie e percorsi che hanno senso soltanto per chi lavora nell’organizzazione.
L’utente, invece, non conosce quella struttura. Sa soltanto cosa sta cercando.
Se per trovare un servizio deve aprire un menu, entrare in una sezione generica, scegliere una categoria, aprire una sottopagina e poi individuare il contenuto corretto, il sito gli sta trasferendo un problema che avrebbe dovuto risolvere in fase di progettazione.
La regola dei tre clic
Non esiste una legge universale secondo cui ogni contenuto debba essere raggiunto esattamente in tre clic. La cosiddetta regola dei tre clic va interpretata come un principio di semplicità, non come un comandamento inciso su tavole di silicio.
Le pagine più importanti dovrebbero comunque essere raggiungibili rapidamente, preferibilmente dal menu principale, dalla Home o da percorsi interni molto evidenti.
Primo clic: identificare l’area
L’utente sceglie la voce che rappresenta chiaramente il proprio bisogno, senza dover interpretare etichette vaghe.
Secondo clic: raggiungere il servizio
La pagina deve essere facilmente riconoscibile e non nascosta dentro una struttura costruita per comodità amministrativa.
Terzo clic: compiere l’azione
Contatto, prenotazione, richiesta di preventivo o approfondimento devono essere disponibili senza ulteriori ostacoli.
Ogni clic aggiuntivo introduce una piccola frizione:
- un nuovo caricamento;
- un’altra decisione da prendere;
- la possibilità di scegliere il percorso sbagliato;
- un ulteriore momento di esitazione;
- una nuova occasione per abbandonare il sito.
Il problema non è il clic in sé. Il problema è l’incertezza che spesso lo accompagna.
Non dovrebbe costringerlo a imparare l’organizzazione interna dell’azienda prima di poter trovare ciò che gli serve.
Il menu non deve essere l’elenco di tutte le pagine
Uno degli errori più comuni consiste nel trasformare il menu principale nell’indice completo del sito.
Il menu dovrebbe invece rappresentare le priorità del business e i percorsi più importanti per l’utente.
Voci generiche come “Servizi”, “Soluzioni” o “Attività” possono avere senso soltanto quando accompagnate da una struttura immediatamente comprensibile. In molti casi è più efficace utilizzare direttamente il nome del servizio principale.
Questa scelta aiuta contemporaneamente:
- l’utente, che comprende subito cosa offre l’azienda;
- Google, che individua meglio le pagine considerate centrali;
- la strategia SEO, perché le pagine principali ricevono link interni da tutto il sito;
- la conversione, perché si riducono i passaggi inutili.
Ogni elemento deve avere una funzione
Il principio più utile del buon design può essere sintetizzato così:
Questo vale per:
Immagini
Devono spiegare, rassicurare o mostrare qualcosa di reale, non limitarsi a riempire spazio.
Animazioni
Devono guidare l’attenzione, non dimostrare che il web designer ha scoperto gli effetti di movimento.
Testi
Devono rispondere a domande concrete, ridurre dubbi e spiegare il valore del servizio.
Call To Action
Devono indicare il passo successivo senza interrompere continuamente l’esperienza di lettura.
Il concetto di Less is more non significa creare pagine vuote. Significa eliminare il rumore affinché le informazioni importanti acquistino maggiore forza.
Attenzione, comprensione, fiducia e azione
Una pagina efficace accompagna il visitatore attraverso quattro fasi.
Attenzione
L’Above the Fold deve far capire immediatamente che la pagina è pertinente rispetto alla ricerca o al bisogno dell’utente.
Comprensione
Il contenuto deve spiegare con chiarezza cosa viene offerto, a chi è rivolto e quale problema risolve.
Fiducia
Esperienza, casi studio, immagini reali, testimonianze e competenze dimostrabili riducono il rischio percepito.
Azione
Solo dopo aver costruito comprensione e fiducia diventa naturale proporre il contatto, la prenotazione o la richiesta di preventivo.
Chiedere subito un contatto senza aver prima spiegato e rassicurato equivale a pretendere fiducia prima di averla costruita. Una consuetudine curiosamente diffusa nel web aziendale.
Il sito deve essere comprensibile anche a Google
Above the Fold e navigazione non incidono soltanto sull’esperienza utente.
Una struttura chiara aiuta anche Google a comprendere:
- quali sono i servizi principali;
- quali pagine rappresentano le aree strategiche del sito;
- come sono collegati gli argomenti;
- quale URL risponde meglio a un determinato intento di ricerca;
- quali contenuti meritano maggiore centralità.
Quando il menu, i contenuti, i titoli e i collegamenti interni raccontano tutti la stessa struttura, il sito diventa più semplice da interpretare sia per le persone sia per i motori di ricerca.
È per questo che la realizzazione di un sito web professionale non dovrebbe partire da un template o da una palette colori, ma dall’analisi degli obiettivi, della domanda e dei percorsi che l’utente dovrà compiere.
Prima la strategia, poi il design
Un sito professionale non nasce dalla somma di elementi esteticamente gradevoli.
Nasce da una sequenza precisa:
Il processo corretto
- Obiettivi: definire cosa deve ottenere il sito.
- Utenti: comprendere bisogni, dubbi e percorsi.
- Architettura: organizzare pagine e navigazione.
- Contenuti: spiegare, rassicurare e guidare.
- Design: rendere il percorso piacevole, chiaro e coerente.
- Misurazione: verificare cosa funziona e cosa deve essere migliorato.
Invertire questo ordine porta spesso alla realizzazione di siti esteticamente curati che non riescono a generare contatti, perché la grafica è stata chiamata a risolvere problemi che avrebbero dovuto essere affrontati prima.
Conclusioni
Un sito web professionale deve aiutare l’utente a capire rapidamente dove si trova e permettergli di raggiungere ciò che cerca con il minor numero possibile di ostacoli.
L’Above the Fold determina la prima impressione e decide se il visitatore proseguirà la lettura. La navigabilità stabilisce quanto facilmente riuscirà a raggiungere il servizio o l’informazione che gli interessa.
Se questi due elementi non funzionano, anche un design molto curato rischia di diventare una semplice vetrina.
Il compito del web design non è stupire l’utente. È accompagnarlo con chiarezza, costruire fiducia e rendere naturale il passo successivo.
Il tuo sito guida davvero gli utenti?
Analizzare Above the Fold, struttura del menu e percorsi di navigazione permette di individuare rapidamente ostacoli che possono ridurre contatti e conversioni, anche quando il sito appare graficamente professionale.
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