Qualche giorno fa, durante un incontro con un cliente, è uscita una frase che sento ripetere spesso:
In effetti il sito era online. Cercando su Google il nome dell’azienda compariva regolarmente tra i risultati.
Quindi tutto a posto?
Non proprio.
Perché trovare un sito cercando il nome esatto dell’azienda e farlo comparire quando qualcuno cerca i prodotti o i servizi che quell’azienda offre sono due cose molto diverse.
E durante la stessa conversazione è arrivata un’altra osservazione, questa volta dalla giovane nipote del cliente:
Due frasi apparentemente lontane tra loro che, in realtà, raccontano bene come sta cambiando la ricerca online.
Da una parte continuiamo a confondere essere presenti su Google con essere realmente trovati. Dall’altra iniziamo a utilizzare strumenti che spesso non mostrano nemmeno una tradizionale pagina di risultati, ma cercano direttamente di fornirci una risposta.
Cosa significa avere un sito indicizzato
Quando una pagina viene pubblicata, Google deve innanzitutto riuscire a scoprirla e ad accedervi.
I suoi sistemi possono quindi analizzarne il contenuto e, se la pagina viene ritenuta idonea, inserirla nel proprio indice.
Un sito indicizzato è quindi un sito del quale Google conosce almeno alcune pagine e che può potenzialmente utilizzare nei risultati di ricerca.
Ed è certamente importante.
Ma quella parola, potenzialmente, cambia tutto.
L’indicizzazione permette di partecipare alla gara. Non significa averla vinta.
“Se cerco il nome della mia azienda, il sito compare”
Bene. È un primo segnale positivo.
Ma facciamo un esempio.
Immaginiamo un’azienda chiamata “Rossi Serramenti Arezzo”
Cercando:
il sito compare correttamente.
Ora immaginiamo una persona che deve sostituire le finestre, vive ad Arezzo e non ha mai sentito parlare di Rossi Serramenti.
Ed è qui che iniziano le domande interessanti.
Rossi Serramenti compare? Per quali ricerche? In quale posizione? Quante volte viene mostrato? Quali pagine propone Google?
Essere trovati da chi conosce già il tuo nome significa essere reperibili. Essere trovati da chi sta cercando ciò che vendi significa intercettare nuova domanda.
Indicizzazione e posizionamento non sono la stessa cosa
| Indicizzazione | Posizionamento |
|---|---|
| Google conosce la pagina | Google decide quando mostrarla |
| La pagina può entrare nei risultati | La pagina compete con altre risposte |
| È un requisito di accessibilità e comprensione | Dipende da rilevanza, qualità e autorevolezza |
| Non garantisce traffico | Può generare visite pertinenti |
| Non garantisce nuovi clienti | Può intercettare persone che ancora non conoscono il brand |
Un sito può quindi essere perfettamente indicizzato e praticamente invisibile per le ricerche commercialmente importanti.
Per questo, dopo la frase:
la domanda successiva dovrebbe essere:
Come sapere per cosa viene trovato realmente il tuo sito
Non serve andare a intuito.
Google Search Console permette di osservare direttamente per quali ricerche Google sta mostrando le pagine del sito.
Le parole e le frasi per cui Google ha mostrato il sito.
Le occasioni nelle quali una pagina è stata mostrata nei risultati.
La posizione media occupata dal sito per le diverse ricerche.
Le visite ottenute direttamente dai risultati di ricerca.
Un controllo semplicissimo
Apri le query degli ultimi mesi e togli mentalmente:
- il nome dell’azienda;
- il dominio;
- il nome del titolare;
- eventuali marchi proprietari.
Poi guarda quello che rimane.
Ci sono ricerche che potrebbe effettuare una persona che non conosce ancora la tua azienda?
Se la risposta è sì, il sito sta iniziando a intercettare domanda esterna al brand.
Se la risposta è no, il sito può essere perfettamente online e indicizzato, ma probabilmente non sta ancora lavorando come vero canale di acquisizione organica.
DA MOTORI DI RICERCA A MOTORI DI RISPOSTA
“Ma ormai usiamo ChatGPT, non Google.”
È un’osservazione più importante di quanto sembri.
Per anni il percorso tipico è stato:
domanda → Google → elenco di risultati → scelta di un sito
Oggi sempre più spesso utilizziamo un percorso differente:
domanda → sistema basato sull’intelligenza artificiale → risposta
Possiamo chiamarli, semplificando, motori di risposta.
Questo non significa però che Google e le AI funzionino nello stesso modo. Crawler, indici, fonti e sistemi utilizzati per recuperare le informazioni possono essere differenti.
Essere indicizzati su Google non significa automaticamente comparire nelle risposte di ChatGPT o di qualsiasi altra AI.
Esiste però un principio comune: per poter essere scoperta, compresa e possibilmente citata, un’azienda deve costruire una presenza digitale accessibile, chiara, riconoscibile e autorevole.
Essere online, essere trovabili, essere scelti
Esistere
Hai pubblicato un sito ed è online. È il punto di partenza, non il risultato.
Essere trovabili
I sistemi riescono ad accedere alle informazioni, comprenderle e associarle a servizi, persone e argomenti.
Essere scelti
Quando qualcuno cerca una soluzione, la tua azienda entra tra le possibili risposte.
Essere online significa esistere. Essere indicizzati significa poter essere trovati. Essere scelti come risposta è tutta un’altra storia.
Google o ChatGPT? È probabilmente la domanda sbagliata
Non sappiamo quale sarà nei prossimi anni la distribuzione delle ricerche tra Google, ChatGPT, altri assistenti basati sull’intelligenza artificiale e strumenti che ancora devono essere inventati.
Cercare di indovinare quale interfaccia vincerà rischia di farci perdere di vista il problema principale.
Un’azienda dovrebbe costruire una presenza digitale capace di essere:
- accessibile;
- comprensibile;
- pertinente;
- autorevole;
- riconoscibile.
Queste caratteristiche hanno valore indipendentemente dal fatto che l’utente inizi la propria ricerca davanti a una pagina di Google o dentro una conversazione con un sistema AI.
Il lavoro non consiste quindi soltanto nel “mettere il sito su Google”.
Consiste nel costruire informazioni e segnali sufficienti affinché il sito e l’azienda possano diventare una possibile risposta.
Come farsi trovare da chi ancora non conosce la tua azienda
Se il sito è già indicizzato ma compare prevalentemente per il nome dell’azienda, il passo successivo consiste nel capire quale domanda potrebbe realmente intercettare.
Capire cosa cercano i potenziali clienti
Non cosa immaginiamo che cerchino, ma quali ricerche vengono effettuate realmente.
Analizzare cosa mostra Google
Studiare quali tipi di pagine e contenuti vengono premiati per le ricerche che ci interessano.
Costruire un’architettura coerente
Ogni esigenza importante deve trovare una risposta chiara all’interno del sito.
Creare contenuti realmente utili
Non pagine costruite soltanto per ripetere una parola chiave, ma risposte utili alle domande degli utenti.
Costruire autorevolezza
Citazioni, link, recensioni, casi reali, collaborazioni e riconoscimento esterno contribuiscono a rendere più credibile ciò che il sito racconta.
Misurare la risposta
Search Console permette di capire se Google sta iniziando ad associare il sito alle ricerche desiderate.
E dopo? Il sito può essere seguito nel tempo.
Con AI Website Management sito, dati SEO e Analytics possono essere integrati in un framework di monitoraggio continuativo, utilizzando l’intelligenza artificiale per velocizzare analisi e attività operative senza delegarle la strategia.
Un sito indicizzato è quindi sufficiente?
No.
Ma è il punto di partenza.
Un sito non accessibile o scarsamente comprensibile parte inevitabilmente svantaggiato.
Il vero obiettivo dovrebbe però essere molto più ambizioso: diventare visibili quando qualcuno cerca il problema, il prodotto o il servizio che l’azienda può offrire.
E con la progressiva diffusione dei motori di risposta basati sull’intelligenza artificiale, la domanda diventa ancora più interessante:
PARTIAMO DAL TUO SITO
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